STANDARD DI LAVORO DELLO SPRINGER SPANIEL INGLESE

Lo standard di lavoro dello Springer Spaniel Inglese si pone lo scopo di fissare, descrivendole l’insieme di tutte attitudini e delle peculiarità che caratterizzano ed identificano la razza in oggetto. Questo documento, frutto di un lungo quanto tortuoso percorso, valutativo è stato oggetto di dibattito, di più commissioni tecniche all’interno dello Springer Spaniel Club d’italia che negli anni si sono succedute. L’attuale consiglio in carica, ha ritenuto opportuno ufficializzare lo Standard di lavoro, alfine di approfondire e divulgare la conoscenza genotipica della stessa, fissandone in modo chiaro e inequivocabile le caratteristiche tipiche di operatività. Essendo esso un documento tecnico costituisce spunto, e orientamento utile agli amanti della razza e altresì agli addetti ai lavori.

Lo Springer è un mesomorfo che ha un rapporto rettangolare fra altezza e lunghezza, ed è una delle più efficaci razze di caccia esistenti, è un cane da frullo a tiro di fucile. E’ cane generico e completo, specialista nei terreni coperti, spinosi, o acquitrinosi, ma adattabile alle più disparate condizioni ambientali. Di natura docile, a caccia è focoso e duttile per apprendimento. Nel comportamento palesa la sua gioia di vivere e la sua passione per la caccia per la quale esprime tutta la generosità ed il proprio temperamento donando tutte le sue forze senza risparmio alcuno..

L’andatura di caccia dello Springer spaniel è il galoppo che è brioso, elastico radente e compresso, ma mai eretto e disteso. Il posteriore non deve però rimanere sotto di sè in battuta ciò sarebbe contrario agli spunti velocistici di cui lo Spaniel necessita, la battuta degli arti deve essere riunita per distali (meno il posteriore). La sbracciata anteriore raccolta e accorciata. L’andatura, caratterizzata da tempi di battuta rapidi, e a volte discontinui, soggetto sempre pronto ad un rapido cambio di direzione a seconda della natura del terreno e degli stimoli olfattivi che riceve a distanza ravvicinata. L’atteggiamento dello Springer varia con il variare della natura, del terreno e della vegetazione. In terreno aperto e regolare non che in presenza di una vegetazione che non superi in altezza il garrese del cane, il galoppo di questo Spaniel sarà più allungato di quanto non gli èmente caratteristico, molto veloce ed estremamente elastico, seppur non costantemente rettilineo per direzione sempre acrobatico ed esibizionista. Allorchè la vegetazione aumenta in altezza e consistenza è stupefacente come la velocità di cerca non sembra ridursi in proporzione ma anzi l’avidità del cane sembra aumentare rendendosi evidente che esso riconosce, attraverso l’esperienza acquisita, l’ambiente più congeniale ad ospitare selvaggina. Il galoppo diviene più compresso e ancor meno rettilineo, sempre sbrigativo, inframmezzato da repentini e frequenti cambi di direzione e di ritmo. Più rapida la frequenza delle battute e più numerosi iì cambi di arto guida fra i due del posteriore. Questi cambi di mano solitamente avvengono in coincidenza con una delle fasi d sospensione aerea che caratterizzano lo Springer e si manifestano anche con impennate improvvise nonchè con sgroppate e smontature. Tutte acrobazie che sembrano finalizzate ad uscire dalla vegetazione asfittica per poter vedere o avventare sopra di essa. Normalmente in fase di cerca al galoppo il collo è portato sullo stesso livello della linea dorsale. Il cane è pronto ad utilizzare così ogni indicazione olfattiva sia che pervenga da terra sia dall’aria.


Quando lo Springer entra in emanazione sembra venire percorso da una corrente elettrica e istantaneamente innesta un’andatura più veloce che imprime un’azione più compressa, si flette sugli arti, collo allungato al massimo, quasi a protendersi sull’usta lasciata dal selvatico. Il treno posteriore, a volte richiamato sotto di sè nella propulsione a scatti rapidi e spesso irregolari, non si distende completamente ma viene nuovamente raccolto pronto ad imprimere un impulso in una direzione che può essere diversa da quella precedente. La coda protesa in basso o comunque sempre portata sotto la linea dorsale, ha un vivacissimo movimento pendolare che molto spesso sembra coinvolgere le regioni del rene e della groppa che, fondendosi, si arcuano anch’esse leggermente verso il basso. A volte il treno posteriore è così fortemente sollecitato che può essere portato dilato. L’azione dello Springer a contato col selvatico diviene rabbiosa e radente, quest’ultima caratteristica, non per ragioni anatomiche, ma solo perchè in emanazione, esso si flette fino a diventare serpeggiante. Tutte queste caratteristiche danno all’azione quell’espressività che è pregio per lo Springer e preavvertono con grande evidenza del prossimo levarsi dal selvatico. Cacciando su terreni che lo consentono ed a buon vento lo Springer aprirà con efficacia la suacerca sui lati della direttrice di marcia con ispezioni di giusta profondità ed ampiezza. Sarà pretesa regolarità di percorso, ordine ed equilibrio. La direzione del vento deve essere opportunamente valutata perchè evidentemente condiziona il percorso e la regolarità dello stesso. In bosco fitto o in altri terreni folti la regolarità della cerca è molto ritmata, con aperture che si fanno irregolari per ampiezza e per profondità, perchè su questi terreni la vegetazione alta pone sul percorso del cane continui ostacoli e gli toglie i riferimenti visivi. Caratteristica dell’azione dello Springer è la grande vitalità, l’elasticità del galoppo e l’iniziativa anche in terreni difficili senza tuttavia venire meno ad uno spiccato collegamento con il proprio conduttore che a volte interroga apertamente con lo sguardo pur senza interrompere o rallentare la caccia. Nel complesso sembra che il cane svolga un’azione facile, gioiosa e senza sforzo. Un altro aspetto particolarmente tipico della cerca dello Springer è il coraggio, a volte incredibile e sempre commovente, con cui affronta rovi e spine setacciandoli incurante del dolore. Questa caratteristica, che sintetizza coraggio, potenza e avidità è il marchio di fabbrica della razza, per la quale lo Springer non ha uguali tra tutte le razze da caccia. Dallo Springer si pretende che interrompa la propria azione allo scovo del selvatico e non lo insegua. Tuttavia questo non rimane un atto passivo ed il cane non esprime rinuncia ma, in questo momento in cui ogni azione gli è preclusa dall’impostazione dell’addestramento lo Springer si tende, con lo sguardo attento, nel tentativo di assicurarsi almeno visivamente la direzione e la sorte del selvatico.

il riporto

Il riporto è la conclusione dell’azione di caccia da non considerare come l’appendice, ma ne fa parte integrante, come viene eseguito è motivo di valutazione come qualsiasi altra fase dell’azione di caccia dello Springer. La precisione nel raggiungere il posto dove il selvatico si presuppone sia caduto è indice che lo Spaniel ha saputo “marcare” con esattezza costituendone significativa nota di merito. Il riporto dello Springer deve essere sicuro e sollecito, fermo nella presa ma delicato. Il dente
duro è difetto eliminatorio. Il rientro verso il conduttore veloce, gioioso, diretto. Lo Springer ama l’acqua e lo dimostra in tutte le occasioni che gli si presentano, non la rifiuta nemmeno in pieno inverno e nuota con visibile piacere e con speditezza sia in fase di caccia che di rapporto. Si trova a suo agio nell’acqua anche corrente e non la teme.

CRIERI DI VALUTAZIONE DEL LAVORO DELLO SRINGER SPANIEL INGLESE

Lo Springer è un cane da cerca che svolge la sua azione a tiro utile di fucile, l’espletamento di questo compito esso perviene per due vie: l’azione sistematica di battuta del terreno e l’individuazione olfattiva del selvatico (body scent: impatto olfattivo-corporale diretto del selvatico). Solo in fase di ultimazione del punto è consentito che il cane risalga la pista calda della recentissima passata. Il tartufare sistematicamente sulle passate e sulle pedine, durante l’azione esplorativa, o comunque cercare in terra anzichè in aria i segni della presenza del selvatico, è una cosa antiestetica e improduttiva: che si tradurrà inevitabilmente in selvatici di volo trascurati, non fosse altro perchè il cane che scrive sul terreno, non può andare alla stessa velocità di quello che si muove padroneggiando il vento. La velocità è fattore determinante nell’azione dello Springer, quanto più sorprenderà il selvatico con azione rapidissima, tanto minori saranno le opportunità offerte al selvatico stesso di occultarsi o di sottrarsi in fuga di pedina. La velocità nella cerca non è mai fine a se stessa, ma massima espressione di praticità venatoria. Questa caratteristica è indissolubilmente legata ad altri requisiti quali l’avidità, il coraggio e la capacità di resistere alla fatica ed al dolore. Dette qualità, si compensano ed interagiscono fra loro. Il metodo di cerca, la Velocità stilistica, la determinazione espressiva, sono le prime doti di un grande Springer. La Docilità, identificabile nella volontà di apprendere, e desiderio di compiacere il padrone, il Coraggio, che ne fa un cane inconscio della fatica e che gli permette di fracassare un roveto o un intrico di spini o gli farà attraversare un fiume in piena, il Buon naso che si tradurrà in acume olfattivo finalizzato ed applicato alla realizzazione dello scovo, ovvero al carniere, lo Stile che è l’insieme dell’andatura, del corretto portamento di testa e coda, il Collegamento che caratterizza un’azione sempre incentrata sul proprio conduttore. Costituiscono il patrimonio genetico, ed individuano le qualità naturali dello Springer, ovvero quelle doti che il più capace maestro non può trasmettere al discepolo e senza le quali nessun Springer può diventare un ausiliare completo.

Oltre a queste doti si riscontrano due ulteriori qualità, spesso presenti a livello spontaneo, che possono venire acquisite: il lavoro a terra e il lavoro in acqua. Ambedue queste doti, qualora vengano insegnate, possono lasciare nell’ausiliare alcuni segni identificatori: il dente abbastanza duro e la scarsa dimestichezza con l’acqua. Il metodo di cerca: lo Spaniel dovrà lavorare sempre in funzione del fucile e scovare selvatici a tiro utile. In nessun caso egli dovrà trascurare selvaggina sul terreno che sta battendo pena l’eliminazione. La direzione del vento ha notevole importanza sul metodo di lavoro del cane. Con vento in faccia, il soggetto incrocerà davanti al Conduttore, esplorando e battendo, ogni sporco, ogni luogo che possa ospitare selvaggina, coprendo il massimo spazio connesso dalla conformazione del terreno e dalla capacità del fucile di essere risolutivo. Con vento alle spalle, sovente il cane si porterà con metodo, in avanti quindi rovescerà la direzione di cerca verso il conduttore; In questo caso Giudici e linea di battuta, dovranno conformare il passo a tale situazione e consentire al cane di esplorare il terreno confacentemenie. (Spesso un concorrente è stato penalizzato per trascuro, mentre era la linea di battuta che era troppo rapidamente avanzata, così da non dare tempo al cane di battere il terreno). Durante una fase di cerca, il cane non dovrà soffermarsi in continui accertamenti. Tale atteggiamento è alquanto improduttivo. In questa fase, il giudice può valutare l’abilità di realizzo e la capacità olfattiva del cane. Dovranno essere penalizzati i cani che scrivono col tartufo per terra. L’involo e lo schizzo del selvatico, utile al fucile, può avvenire come precedentemente indicati per due vie: la prima è quella di buon metodo del cane; la seconda, per precisa olfattiva o se si preferisce, per talento naturale del cane. Entrambe sono a merito del concorrente, in quanto frutto della sua attiva presenza sul terreno. Non si può penalizzare un cane che fa il suo lavoro con metodo e secondo la logica della razza. Ciò detto è altrettanto evidente che scovi reiteratamente inavvertiti, porteranno il cane all’eliminazione poichè autorizzano il giudice a sospettare una carenza di concentrazione olfattiva. C’è il cane che lavora di metodo, c’è un cane che lavora più di intuito e c’è infine il cane chera più di talento naturale che d’altro. Stabilire quale sia il migliore e il più redditizio è troppo soggettivo per consentire l’eliminazione degli uni o degli altri. Due invece sono gli errori gravissimi per lo Springer: il primo è il trascuro ed il sorpasso del selvatico e il secondo è l’alzare reiteratamente selvaggina non sparabile. Ambedue sono errori che infirmano la prestazione nella sua essenza primaria: la confacenza del metodo di cerca. Attenzione però: nel primo caso non si può penalizzare un cane, che in fase di realizzo, sia su una pista che nel vento, si concentri su un selvatico, trascurandone uno che si palesi più vicino alla linea di battuta. Infatti, non necessariamente il selvatico che si manifesta più vicino alla linea di battuta, poteva essere in tale posizione quando il cane ha scelto quello di risolvere. Al cane deve essere concesso di risolvere il selvatico che ha scelto e se questo farà, non sarà penalizzato in alcun modo. Attenzione a non penalizzare un cane a cui non è stato concesso il tempo per battere confacentemente il terreno. Per quanto riguarda l’alzare ripetutamente fuori tiro selvatici, è obbligo un’importante precisazione; indubbiamente autorizzato, anzi doveroso, è il risolvere, pur fuori tiro, in esito a una carica di forzamento, decisamente a ridosso di un selvatico invisibile, che si sottragga velocissimamente all’impatto olfattivo iniziale del cane. Essenziale però, è che sia carica velocissima, spietata, scaturente, da un’esigenza subitanea di risolvere, non un’azione di filata o accostamento prudente, anticipatrice del forzamento vero e proprio. In questo caso è iniziativa indebita e disubbidienza ingiustificata. In tutte le fasi sopra descritte, il cane deve comunque dimostrare collegamento, incentrare cioè la sua azione sul Conduttore. È da penalizzare il cane che caccia per se stesso. Lo stile di lavoro Springer è identificabile con la velocità di galoppo, con il portamento semieretto della testa, indicativo di un’esplorazione olfattiva tendenzialmente per via aerea, con il portamento di coda mai sopra la linea dorsale e sempre in movimento con il metodo di caccia che deve essere sistematico e sbrigativo, zigzagante di percorso, senza ribattere terreno, coraggioso senza testarderie, sempre incalzante e deciso, di grande iniziativa, Il tutto condotto alla massima velocità consentita da ogni tipo di terreno e con repentini cambi di mano, senza che la velocità stessa abbia a diminuire. Tutto ciò sorretto da una meccanica che consenta una battuta degli arti alquanto riunita per distali (meno quelli posteriori). Tanto più la sbracciata anteriore sarà accorciata, tanto più l’andatura riuscirà apprezzabile in tipicità. Il posteriore che, preferibilmente presenterà angolazioni accentuate, non dovrà restare perennemente sotto di sè in battuta. Se ciò succedesse, il cane non potrebbe sviluppare le punte velocistiche che gli sono richieste e per tanto va penalizzato. In ogni caso è contrario alla psiche del nostro cane, l’assumere andature diverse dal galoppo, ovverosia camminate o trottate, qualunque sia il fondo del terreno su cui si muove. Anche nello sporco, lo spaniel tende ad assumere una qualunque andatura saltata, magari irregolare, magari costituita da un’interazione di sgroppate e smontonature, a seconda della circostanza. La smontonatura frequente è bellissima espressione del lavoro dello Springer in vegetazione alta e offre particolare tipicità all’andatura che comunque deve essere sempre tendente all’acrobatico. La presa di punto per lo Spaniel è momento di grande esaltazione. In questo frangente è possibile identificare con chiarezza il cane di qualità. Il cane di classe infatti, con l’approssimarsi del contatto risolutore con il selvatico, modifica l’espressività della sua azione, diventando sempre più frenetico e determinato nei movimenti, si abbassa sugli arti e protende il collo in avanti, quasi a voler incamerare l’effiuvio. Aumenta la velocità e con essa tutta l’azione assume carattere terrificante, diventa implacabile e non lascia scampo al selvatico che è così costretto a palesarsi. L’espressività nella presa di punto è dote ereditaria e in tutto da preferire ad una risoluzione non dimostrativa. Infatti il cacciatore, se avvisato espressamente dell’imminente involo o schizzo, si farà trovare pronto. Contrariamente sarà sorpreso.


Se, in fase di conclusione dell’azione, con selvatico arroccato e fermo, lo Springer può avere una attimale reazione di ferma, dovuta alla volontà di una conclusione che sia più precisa possibile oppure determinata dalla menomazione della selvaggina. In ogni caso deve concludere repentinamente ed in autonomia senza alcun intervento o incitazione da parte del conduttore. Ciò costituisce ulteriore pregio per l’azione. Viceversa, la mancanza di una carica perentoria sul selvatico, evidenzierebbe caratteristiche non richieste ed indice di insicurezza, scarsa determinazione, se non addirittura paura del selvatico, in tal caso l’azione passa a demerito del concorrente. L’abboccare selvaggina, durante l’azione di caccia, non deve costituire demerito. La correttezza deve essere considerata come elemento fondamentale per lo Springer. Ubbidienza al richiamo, interruzione dell’azione di caccia al frullo o allo schizzo del selvatico, sono elementi da tenere in considerazione. L’interruzione dell’azione di caccia deve essere evidente, se però, il cane, dopo aver interrotto in modo chiaro l’azione, compie un brevissimo spostamento finalizzato esclusivamente a emergere dal folto per poi fermarsi in piena autonomia, ovvero senza intervento fisico o rumoroso del conduttore, allo scopo di marcare il punto di caduta del selvatico, questo evidenzierà intelligenza e gli sarà attribuito a merito. Una buona marcatura del punto di caduta del selvatico è sempre da premiare. Si potrà concedere al cane di andare al riporto di sua iniziativa, sempre che ciò avvenga dopo una chiara interruzione dell’azione di caccia. Il cane che va al riporto spontaneo deve assolutamente rientrare con il selvatico. Qualora non rientrasse con il selvatico, poichè ferito, ma continuasse un’azione di caccia, il cane verrà penalizzato. Non sarà automaticamente eliminato se il selvatico eventualmente ferito, non verrà recuperato da un altro cane. Ma se ciò avvenisse, il cane verrà eliminato. Inseguire animali non colpiti, comporta l’eliminazione. In tutti i casi di riporto non concluso i giudici dovranno far tentare lo stesso riporto ad un solo altro cane. Se questi riporterà, il concorrente precedente sarà eliminato se questo non riporterà il concorrente completerà il suo turno senza alcuna nota di demerito. Il cane inviato al riporto, dovrà svolgere un lavoro di ricerca impegnato e perseverante. Se il selvatico si è occultato di pedina, deve chiaramente indicarne la pista e tentare di seguirla. Il cane deve inoltre abboccare correttamente e consegnare speditamente al piede del conduttore. Questo è quanto desiderabile. Non si darà troppo rilievo comunque ad un momentaneo arresto senza chiaro abbandono del selvatico, particolarmente in terreno coperto e dopo un lungo e faticoso turno di lavoro. Il riporto dovrà essere comunque completato al piede In nessun caso si invierà il cane ad un riporto cieco esso verrà portato a ragionevole distanza .

Il riporto è parte importante nel compendio del lavoro Springer e va tenuto nella massima considerazione ai fini valutativi. Riportare con entusiasmo, con compiacenza, a galoppo pieno è sicuramente gratificante per il cane e ne va a suo merito.

Riassumendo: lo Springer è cane da frullo di selvatici utili al fucile. Le doti naturali sono: il metodo di cerca, la velocità stilistica, l’andatura, il portamento di testa e coda e la presa di punto espressiva, la docilità, il coraggio, il naso. Il cane che possiede queste caratteristiche al massimo grado è lo Springer ideale. I giudici valuteranno discrezionalmente l’importanza delle varie doti naturali, integrando il loro giudizio con l’obbedienza e l’addestramento, nonchè con la conduzione, ed emetteranno così il loro personale giudizio. La razza deve presentare assolutamente carattere operativo univoco. L’andatura è certamente il momento più certo, se non prioritario. Il giudizio stilistico diviene quindi essenziale, ultimativo..

Tratto da Springer Spaniel Club D’Italia